E’ ancora podio iridato per l’ItalSciabola dei virtussini Aldo Montano e Luigi Samele. Per il terzo anno consecutivo gli Azzurri conquistano una medaglia a squadre ad un Mondiale, centrando il 3° posto sulle pedane di Budapest.

Un nuovo passo avanti in vista di Tokyo per il quartetto ormai ben consolidato (Berré-Curatoli-Samele+Montano pronto a subentrare), che in terra magiara – visti i coefficienti raddoppiati – si giocava una buona fetta di Olimpiadi.

La medaglia di bronzo a squadre (giunta dopo prove individuali abbastanza sottotono) bissa quella europea conquistata un mese fa a Dusseldorf, confermando uno stato di salute della sciabola italiana che da qui ad un anno potrà solo migliorare.

Il cammino di Montano e Samele alla conquista dell’ennesima medaglia è iniziato con le facili vittorie su Repubblica Ceca (45-14) e Ucraina (45-32), mentre più ostica la Georgia affrontata e battuta nei quarti per 45-33.
In semifinale è arrivata la sconfitta contro i padroni di casa dell’Ungheria (45-38), in un assalto combattutto fino alle battute finali, dove soprattutto Szatmari e il bicampione olimpionico Szilagyi hanno inflitto agli Azzurri il break decisivo.

Per nulla demoralizzati, i nostri hanno affrontato con determinazione la finalina per il bronzo contro l’ostica Germania, fresca campionessa d’Europa, imponendo da subito un ritmo molto alto e controllando senza eccessivi patemi i tentativi di rimonta avversari. Così, la vittoria per 45-38 ci ha regalato la medaglia iridata.

Come già successo agli ultimi Europei, anche in questo Mondiale il duo virtussino allenato da Andrea Terenzio si è riscattato nella gara a squadre dopo prove individuali incolori, che hanno lasciato un po’ di amaro in bocca. E’ il caso soprattutto di Aldo Montano (21°), che ha ceduto per una sola stoccata (15-14) nei sedicesimi di finale al padrone di casa Gemesi, in un assalto tiratissimo dal finale assai contestato per via di alcune chiamate arbitrali dubbie.
Montano aveva sconfitto nel 1° turno il canadese Polossifakis per 15-13.

Gigi Samele (13°) si è invece dovuto inchinare allo stato di forma strordinario del sudcoreano Oh Sanguk – poi all’oro iridato – che negli ottavi ha lasciato davvero poche chances al virtussino (15-8). Il talento bianconero, in precedenza, aveva sconfitto con il medesimo punteggio di 15-13 prima il vietnamita Nguyen poi il russo Danilenko.