Un autentico tornado si è abbattuto sulle pedane dei Campionati Europei Under 20 in corso a Foggia: si chiama Matteo Neri, è il nuovo campione europeo della sciabola di categoria e veste i colori di Virtus Scherma Bologna.

Parlare di trionfo è quasi riduttivo se si vuole fotografare l’ennesima straordinaria affermazione del n.1 della sciabola giovanile italiana. Perché Matteo Neri non ha solo trionfato, ha letteralmente annichilito in pedana ogni avversario che gli è capitato davanti, dall’inizio alla fine del torneo, meritandosi pienamente il titolo europeo individuale, che è il suo primo tra gli Under 20 e il secondo in generale dopo quello conquistato tra i Cadetti nel 2016.

Una prova da leader della disciplina senza precedenti: basti pensare che nessuno degli avversari incontrati in gara è riuscito a raggiungere la doppia cifra alla voce stoccate messe, nemmeno quello più forte, il russo Pozdnyakov – rivale di mille battaglie internazionali – che si è dovuto nuovamente inchinare alla furia del tornado bolognese.

Atteso al varco, come si addice a chi ha sulle spalle il peso di essere il migliore della categoria, il ventenne virtussino ha rifilato punteggi mortiferi uno dopo l’altro: dal 15-5 incassato dal georgiano Tcheishvili (Geo), al 15-8 del rumeno Dragomir, finendo con l’abbattere senza freni il belga De Ridder (15-8) nei quarti, il georgiano Shengelia (15-7) in semifinale e, infine, il figlio d’arte russo, battuto 15-7 senza possibilità di appello.

Una medaglia d’oro strameritata, che va a rimpinguare un bottino di trionfi a livello giovanile che non ha eguali nella storia della sciabola italiana. Un palmares che sta mettendo in seria difficoltà chi dovrà selezionare gli sciabolatori per Tokyo 2020, traguardo che Neri a sto punto meriterebbe.

In attesa che i sogni si avverino, il bolognese resta coi piedi per terra e ha già nel mirino i prossimi Mondiali Under 20 in Polonia tra un paio di mesi, a caccia di una possibile doppietta già riuscita a livello Under 17.

Matteo con il suo maestro e “mentore”, Andrea Terenzio

Foto by Bizzi